ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

  • 17:00
  • 8 Marzo 2026
  • Prova generale aperta al pubblico - Domenica 8 marzo ore 17.00
    Lunedì 9 e martedì 10 marzo - ore 10.00 (riservato alle scuole)

  • Auditorium Concordia, Via Interna, Pordenone, PN, Italia
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XVIII edizione “All’Opera Ragazzi” 

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIENuovo allestimento del Teatro Sociale di Rovigo in coproduzione con Associazione Storica Società Operaia, Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani e Associazione Orchestra Regionale Filarmonica Veneta.

Alice nel Paese delle meraviglie – opera in due atti su libretto di Paolo Madron dall’omonima fiaba di Lewis Carroll – MUSICA DI PIERGANGELO VALTINONI

edizione Boosey & Hawkes rappresentato in Italia da Casa Ricordi

Alice Claudia Ceraulo, La Regina di Cuori Caterina Dellaere, Il Cappellaio Matto Filippo Scanferlato, Tuideldì/La Lepre Marzolina Davide Zaccherini, Tuideldùm/Il Ghiro Lorenzo Liberali, La Duchessa/Il Bruco Matteo Mollica, Valletto Pesce/Carta Cinque Maria Vittoria Caputo*, Valletto Rana/Carta Due Carlotta Caruso*, Il Coniglio Bianco Martina Camoriano, La cuoca Giovanni Fregonese

*soliste del Coro Giovanile A.Li.Ve.

 Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani

Flauto/ottavino Sonia Venzo, Oboe Cristian Zoccolan, Clarinetto Alvise Bernaus, Fagotto Samuel Peressutti, Corni Lorenzo Valentini, Filippo Tosolini, Tromba Andrea Brusini, Trombone Maksim Turavets, Percussioni Francesco Tirelli, Pianoforte Daniele Bonini, Violino I Valentina Pacini, Violino II Marco Donat, Viola Federica Tirelli, Violoncello Alessandro Ricobello, Contrabbasso Amleto Matteucci

 Coro di Voci Bianche e Giovanile A.Li.Ve.

(Maestro del Coro Paolo Facincani)

 Direttore e concertatore Eddi De Nadai

Regia Tommaso Franchin

Scene Fabio Carpene

Costumi Giada Masi

Disegno di Aurora Papavero – IB Scuola Primaria “G. Narvesa” di Pordenone

Con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Io Sono Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone, Pordenone Verso Capitale Cultura 2027, Fondazione Friuli

Con il contributo di Itas Assicurazioni, GSM Gestione Servizi Mobilità 

Con la collaborazione di Hotel Santin

NOTE DI REGIA

Quanto dura un sogno? Il tempo delle avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie è infinito e indefinito, come quello dei sogni. Un tempo in cui tutto sembra sospeso. Per i bambini un quarto d’ora è un tempo lunghissimo da riempire, un’ora sembra un’eternità: è un tempo che riempiono con fantasie, un tempo in cui ogni cosa che vedono può diventare qualcos’altro, qualcosa di bellissimo o di terribile forse che è bellissimo e terribile insieme. Durante l’infanzia siamo in grado di trasformare ogni cosa in semplicemente osservandola. È così che, annoiata dalla realtà che la circonda, Alice Liddell precipita in un mondo surreale popolato da creature fantastiche e paradossali ma che sono in realtà alter-ego delle persone che incontra quotidianamente. La nostra idea di regia parte proprio dalla riflessione sulle capacità immaginative dei bambini: quando il loro tempo rallenta, le loro fantasie riempiono ogni spazio e il loro sguardo trasforma ogni cosa. Cos’altro può fare una ragazzina annoiata in una grigia stazione ferroviaria, dove, in attesa del treno, osserva il viavai incessante dei viaggiatori. Una stazione dei treni, e non più un bucolico prato con il ruscello. Perché una stazione? Diverse sono le ragioni, non ultima il fatto che ormai sono pochi i bambini che si possono distendere su un prato vicino a delle acque incontaminate, ma la principale è che, secondo noi, questa stazione racchiude al meglio la metafora del viaggio di crescita che compie Alice, ed è un luogo dove, anche nella realtà, possono avvenire gli incontri più strani, un luogo frequentato da persone appartenenti a classi sociali tra loro diverse (puoi trovare lo studente, il pendolare, il rider con la bicicletta che si sposta nella città più grande per fare le consegne, o il viaggiatore di prima classe). Guarderemo dunque questo luogo trasformarsi attraverso lo sguardo di Alice che sarà la nostra guida in un mondo dove la realtà e il sogno si intrecciano. Insieme ad Alice giocheremo a dare ad ogni cosa in scena un significato nuovo, come fanno i bambini quando giocano. Quella che sembra la follia del Paese delle Meraviglie si manifesterà come il riflesso della complessità in cui viviamo oggi. La scenografia sarà un dispositivo mobile, capace di trasformarsi di continuo. Non solo un mondo realistico, ma un luogo mentale. Pareti che si aprono e si richiudono, oggetti che mutano funzione, scale che diventano tane. L’idea è che il palcoscenico stesso diventi una creatura viva, che accompagna il percorso di Alice e ne riflette la metamorfosi. L’Alice che propongo è intesa meno come fiaba per bambini e più come uno specchio della nostra epoca incerta. La sua caduta nella tana è una discesa nel disordine del mondo, un universo dove le regole si frantumano. Vorrei che lo spettatore, adulto o bambino, si senta complice di Alice, quasi invitato a seguirla nei suoi smarrimenti. Cercheremo di restituire un’Alice che non sia solo sogno fantastico, ma un’opera che ci invita a crescere senza perdere la meraviglia, e a riconoscerci nelle domande di una bambina che, nel fondo della tana del bianconiglio, scopre se stessa.

(Tommaso Franchin)